Project Overview

Centro Parrocchiale

Culto

Il sito individuato per la progettazione del nuovo centro parrocchiale di Villasmundo, in provincia di Siracusa, si trova in una zona dell’attuale margine del piccolo centro. Una piccola strada, un canale di gronda e delle differenze di quota che raggiungono i cinque metri di altezza caratterizzano quest’area molto caotica. Sulla base di alcune valutazioni preliminari riguardo le caratteristiche dell’area e secondo le indicazioni del programma di riforma che fa seguito al Concilio Vaticano II, chiesa e centro parrocchiale vengono interpretati come un’unica struttura aggregativa legata al territorio. Si è pensato di non demolire l’edificio residenziale che occupa parte del lotto e di articolare il progetto nella parte residua, il cui perimetro risulta così di forma trapezoidale. Si individuano così due temi spaziali cruciali: la chiusura verso l’edificio preesistente attraverso la costruzione del bordo in corrispondenza del limite sghembo e l’apertura verso quegli elementi, la piazza e gli scorci sul paesaggio agricolo che risultano caratterizzanti del programma. Viene quindi costruito uno schema tipologico adeguato al tema della relazione di inclusione/esclusione tra paesaggio interno e paesaggio esterno; la stecca dei servizi circoscrive il sagrato, ma la sua posizione non esclude la città, la chiesa e la cappella feriale sono disposte parallelamente e in successione secondo un ritmo che diventa progressivamente sempre più serrato, ma includono l’intorno attraverso tagli e bucature calcolati a misura del paesaggio circostante. Il teatro dell’apertura verso la città e la comunità dei fedeli è costituito da un basamento di pietra lavica sul quale si staccano le figure semplici smaterializzate dal bianco delle loro superfici e degli altri corpi di fabbrica. La sezione dell’aula si articola secondo una grande quinta a forma di C appesa al soffitto e sospesa a tre metri da terra, che delimita lo spazio liturgico. La pianta è libera, ma la sua articolazione volumetrica è tripartita secondo lo schema tradizionale dell’impianto a tre navate.

in collaborazione con:  Arch. Alessandro Mauro